Se hai i capelli ricci secchi e continui a cercare prodotti sempre più idratanti senza ottenere un risultato duraturo, il problema potrebbe non essere soltanto una mancanza d’acqua. Dietro quella sensazione di ruvidità, crespo e scarsa morbidezza possono esserci meccanismi molto diversi.
Possono entrare in gioco la distribuzione del sebo, la struttura della cuticola, i lipidi presenti nella fibra, l’attrito e il modo in cui il capello scambia acqua con l’ambiente.
Ci sono persone che, quando i loro ricci diventano secchi, sanno già esattamente cosa faranno. Compreranno un’altra maschera, proveranno un nuovo olio, aggiungeranno un leave-in più ricco oppure cambieranno completamente routine.
Il problema è che molte di queste persone stanno facendo la stessa cosa da anni. Cambiano prodotto, metodo e tecnica di asciugatura, seguendo ogni volta nuovi consigli.
Per qualche giorno hanno perfino la sensazione di aver finalmente trovato la soluzione. Il riccio appare più morbido, più lucido e più definito.
Poi passa un po’ di tempo e tutto ricomincia.
Le punte tornano asciutte, le lunghezze diventano ruvide, il crespo aumenta e il riccio perde definizione. Quella sensazione di morbidezza che sembrava finalmente conquistata scompare di nuovo.
Ed è proprio in quel momento che nasce il pensiero più pericoloso:
“I miei capelli hanno ancora bisogno di più idratazione.”
Così si aggiunge altro prodotto, poi un altro ancora. La routine diventa sempre più lunga e complessa, mentre la sensazione di non riuscire mai davvero a capire i propri capelli rimane identica.
Il punto è che forse il problema non è quanto stai facendo.
Forse il problema è che stai cercando di risolvere la cosa sbagliata.
Un capello che al tatto appare secco non è necessariamente un capello che contiene poca acqua. Allo stesso modo, una fibra poco morbida non ha automaticamente bisogno di quantità sempre maggiori di oli, burri o maschere.
Dietro quella stessa sensazione possono esserci una distribuzione insufficiente del sebo, un’alterazione della superficie cuticolare o cambiamenti nei lipidi strutturali della fibra. Possono incidere anche il danno meccanico e il modo in cui il capello interagisce con l’acqua presente nell’ambiente.
Finché tutte queste situazioni vengono chiamate semplicemente “secchezza”, il rischio è trattare problemi diversi nello stesso identico modo.
Capelli secchi e capelli disidratati non sono la stessa cosa
Quando tocchi un capello e lo definisci secco, non stai misurando direttamente quanta acqua contiene. Stai interpretando soprattutto ciò che percepisci sulla superficie della fibra.
Ruvidità, scarsa scorrevolezza, attrito, rigidità e mancanza di morbidezza sono tutte sensazioni reali. Tuttavia, da sole non permettono di capire quale sia la causa.
Un capello può risultare asciutto perché la superficie è poco lubrificata o perché la cuticola ha subito un danno progressivo. Può anche essere stato sottoposto ripetutamente a trattamenti chimici o termici.
In altri casi può essere cambiato il suo rapporto con l’acqua e con l’umidità ambientale.
Il termine capello disidratato, invece, dovrebbe riferirsi più propriamente al contenuto d’acqua della fibra e al suo rapporto con l’ambiente. Anche qui, però, bisogna essere precisi.
Il capello non contiene una quantità fissa d’acqua durante tutta la giornata.
La fibra capillare è infatti igroscopica. Significa che può scambiare continuamente acqua con l’ambiente circostante, assorbendola oppure cedendola soprattutto in funzione dell’umidità relativa dell’aria.
Questo processo continua anche dopo shampoo, trattamento, styling e asciugatura. Il capello continua quindi a modificarsi perché continua a interagire con ciò che lo circonda.
È anche per questo che un riccio può apparire perfettamente definito al mattino e cambiare completamente durante una giornata molto umida.
La fibra non è rimasta identica. Ha continuato a scambiare acqua con l’ambiente.
Parlare quindi genericamente di “capelli ricci disidratati” ogni volta che le lunghezze appaiono secche rischia di confondere due fenomeni diversi.
Se i capelli ricci sono secchi significa che hanno bisogno di più acqua?
Non necessariamente.
Basta fare un ragionamento molto semplice per capirlo.
Se la secchezza del riccio dipendesse soltanto da una carenza di acqua, basterebbe bagnare abbondantemente i capelli per risolvere il problema.
Eppure sappiamo perfettamente che non succede.
Puoi immergere un capello completamente nell’acqua e lasciarlo saturare. Una volta asciutto, però, può tornare ruvido, rigido e poco scorrevole.
Questo accade perché far entrare acqua nella fibra e mantenere una buona condizione del capello non sono la stessa cosa.
Gli studi sull’assorbimento e sul rilascio dell’acqua hanno mostrato differenze tra differenti tipologie di capelli. Queste differenze riguardano non soltanto la quantità d’acqua assorbita, ma anche la velocità con cui entra, si distribuisce e viene poi ceduta.
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science ha osservato differenze nei processi di assorbimento e desorbimento dell’acqua.
Un successivo lavoro pubblicato su Skin Research and Technology ha mostrato un altro dato interessante. I capelli africani analizzati presentavano una maggiore permeabilità all’acqua, mentre quelli caucasici mostravano una maggiore capacità di assorbimento all’aumentare dell’umidità.
La diffusione dell’acqua risultava inoltre più lenta nei capelli caucasici.
Questo significa che il problema non è soltanto capire se l’acqua riesca a entrare nella fibra. Bisogna comprendere come quella fibra gestisce l’acqua nel tempo.
Un capello può quindi essere molto permeabile senza essere automaticamente più morbido, più sano o meno incline alla secchezza.
Perché i capelli ricci sono più secchi dei lisci?

Una delle spiegazioni principali si trova nella geometria stessa della fibra.
Quando guardiamo un capello riccio vediamo soprattutto onde, curve, spirali e torsioni. Quella forma, però, non rappresenta soltanto un elemento estetico.
Modifica in modo concreto il comportamento fisico del capello.
Un capello relativamente liscio segue un percorso più lineare. Aumentando il grado di curvatura compaiono invece sempre più cambi di direzione e punti di torsione.
Le forze meccaniche non vengono quindi distribuite nello stesso modo.
Le ricerche sui capelli ad elevata curvatura mostrano inoltre che cambia anche la forma della sezione trasversale della fibra. Da più circolare può diventare progressivamente più ellittica e irregolare.
Tutto questo ha conseguenze concrete.
Durante il lavaggio, l’asciugatura, il sonno o lo styling, le fibre ricce vengono sottoposte a numerose sollecitazioni. Lo stesso accade quando i capelli si muovono e sfregano gli uni contro gli altri.
Il riccio, quindi, non è semplicemente un capello liscio “avvolto su se stesso”. È una fibra con caratteristiche geometriche e meccaniche differenti.
Ed è proprio questa geometria a contribuire alla maggiore sensazione di secchezza che molte persone percepiscono sulle lunghezze.
Perché posso avere la cute grassa e i capelli secchi?
Questa è una delle situazioni che crea maggiore confusione nelle persone con capelli ricci.
Sembra quasi impossibile avere una cute che diventa rapidamente oleosa e, nello stesso momento, ritrovarsi con punte e lunghezze secche.
In realtà non c’è nessuna contraddizione.
La quantità di sebo prodotta dal cuoio capelluto e quella che riesce effettivamente a distribuirsi lungo la fibra sono due aspetti differenti.
Il sebo viene prodotto dalle ghiandole sebacee associate al follicolo pilifero. Da lì raggiunge la superficie del cuoio capelluto e può successivamente distribuirsi anche sul fusto.
Quando il capello è relativamente dritto, questo percorso è più semplice.
Su una fibra ricca di curve e torsioni, invece, la distribuzione uniforme del materiale lipidico può diventare più difficile. Questo vale soprattutto quando si passa dalla zona vicina alla radice fino alle punte.
La letteratura dermatologica dedicata ai capelli fortemente ricci descrive proprio questa difficoltà nella distribuzione degli oli naturali lungo il fusto.
Questo significa che puoi avere una cute con un’importante produzione sebacea e, contemporaneamente, lunghezze scarsamente lubrificate.
Per questo cute grassa e capelli ricci secchi possono tranquillamente convivere nella stessa persona.
Ed è anche uno dei motivi per cui osservare soltanto le punte non permette di capire automaticamente cosa stia accadendo sul cuoio capelluto.
Il sebo non è l’unico lipide importante per i capelli ricci
Dire che il riccio tende a essere più secco soltanto perché il sebo non raggiunge bene le punte è una spiegazione comoda. È anche parzialmente corretta.
Ma rimane incompleta.
Il capello non possiede soltanto i lipidi che arrivano dall’esterno attraverso il sebo. Contiene anche una propria componente lipidica strutturale.
All’interno e sulla superficie della fibra troviamo differenti classi di lipidi. Tra questi ci sono acidi grassi, ceramidi, colesterolo e componenti come il 18-MEA.
Quest’ultimo è particolarmente importante per le proprietà della superficie cuticolare.
Questi lipidi partecipano alla scorrevolezza della fibra, alla sua interazione con l’acqua e alla permeabilità. Contribuiscono anche alla protezione della superficie del capello.
Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha preso in esame decine di studi sui lipidi del capello umano. I risultati mostrano quanto questi componenti siano importanti per le proprietà fisiche, meccaniche e superficiali della fibra.
Parlare genericamente di “oli” rischia quindi di creare molta confusione.
Il sebo presente sulla superficie del capello e i lipidi che fanno parte della sua struttura non sono la stessa cosa. E non svolgono esattamente la stessa funzione.
Avere più lipidi non significa automaticamente avere capelli meno secchi

Questo è uno degli aspetti più interessanti della ricerca scientifica.
Va infatti contro l’idea intuitiva secondo cui un capello con più lipidi dovrebbe essere automaticamente più morbido e meno asciutto.
Alcuni studi hanno osservato quantità lipidiche elevate nei capelli africani analizzati rispetto ad altri gruppi. Allo stesso tempo, però, queste fibre mostravano caratteristiche associate a maggiore secchezza e fragilità.
In uno studio pubblicato nel 2020 su Skin Research and Technology, i ricercatori hanno osservato differenze anche nell’organizzazione dei lipidi in alcune regioni della cuticola.
I capelli africani analizzati presentavano una maggiore presenza lipidica in determinate aree. Questi lipidi, però, risultavano organizzati in maniera meno ordinata.
Questa osservazione ci porta a un punto fondamentale.
Non conta soltanto sapere quanto lipide è presente. Allo stesso modo, non conta soltanto sapere quanta acqua contiene il capello in un determinato momento.
Conta il modo in cui acqua, lipidi, cheratina e strutture cuticolari interagiscono tra loro.
Per questo l’equazione “più olio uguale meno secchezza” non regge dal punto di vista scientifico.
Perché i capelli ricci si danneggiano più facilmente con l’attrito?
C’è un altro elemento che viene spesso trascurato quando si parla di capelli ricci secchi e crespi: l’attrito.
Due fibre relativamente lisce possono scorrere una sull’altra con maggiore facilità.
Due capelli ricci, invece, hanno molte più possibilità di incontrarsi, agganciarsi, intrecciarsi e formare nodi. Curve e spirali aumentano infatti i punti di contatto tra una fibra e l’altra.
Ogni volta che questo accade aumenta la resistenza allo scorrimento. Di conseguenza crescono anche le sollecitazioni esercitate sulla superficie del capello.
Azioni apparentemente normali come dormire, lavare i capelli, districarli o asciugarli possono diventare fonti ripetute di stress meccanico.
La letteratura scientifica sulle fibre ad elevata curvatura descrive infatti una maggiore predisposizione alla formazione di nodi e alla rottura. Vengono descritte anche alcune forme di danno meccanico localizzato.
Quando la cuticola viene progressivamente compromessa, il capello perde scorrevolezza. Aumenta la rugosità della superficie e cambia anche il modo in cui la fibra riflette la luce.
Il capello tende inoltre a creare ancora più attrito con le fibre vicine.
Dal punto di vista della persona che lo osserva e lo tocca, il risultato è nuovamente quello di un capello “secco”.
Ma la sensazione finale non ci dice automaticamente quale sia stato il meccanismo che l’ha prodotta.
Gli oli idratano davvero i capelli ricci?
No, se utilizziamo la parola “idratare” in senso preciso.
Un olio non apporta acqua alla fibra.
Può però modificare le proprietà della superficie del capello, aumentare la lubrificazione e ridurre l’attrito. Può anche migliorare temporaneamente la scorrevolezza e la sensazione di morbidezza.
Questo può essere utile, ma non significa automaticamente aver risolto la causa della secchezza.
Nel mondo dei capelli ricci vengono utilizzate moltissimo parole come “idratare”, “nutrire”, “sigillare” e “dissetare”. Spesso vengono usate come se descrivessero tutte lo stesso fenomeno.
Dal punto di vista tecnico, però, stiamo parlando di processi differenti.
Applicare una sostanza oleosa significa soprattutto modificare le proprietà superficiali della fibra. Aggiungere acqua, invece, modifica temporaneamente il contenuto idrico del capello.
Sono due fenomeni distinti.
Possono entrambi avere un’utilità cosmetica, ma non sono intercambiabili.
Perché l’umidità fa diventare crespi i capelli ricci?
Il capello è igroscopico e continua a scambiare acqua con l’ambiente anche quando lo styling è terminato.
Quando l’umidità relativa dell’aria aumenta, la fibra può assorbire ulteriore acqua. Questo modifica le sue dimensioni e alcune delle interazioni che contribuiscono alla forma del capello.
Nel riccio queste variazioni possono tradursi più facilmente in perdita di definizione, aumento del volume e crespo.
Il fenomeno può diventare ancora più evidente quando la cuticola è danneggiata o particolarmente permeabile.
In queste condizioni, infatti, la fibra tende a interagire più rapidamente con l’ambiente circostante.
Anche in questo caso parlare semplicemente di “capello disidratato” non è sufficiente per spiegare ciò che sta accadendo.
Una maschera molto ricca può risolvere i capelli ricci secchi?
Una maschera può migliorare anche in modo evidente la sensazione tattile della fibra. Può aumentare la scorrevolezza, diminuire l’attrito e rendere il capello più morbido.
Questo miglioramento, però, non ci dice necessariamente che abbiamo risolto la causa del problema.
Se il riccio appare secco a causa di una superficie cuticolare compromessa, il problema può essere molto diverso da una semplice mancanza di prodotto. Lo stesso vale quando c’è una distribuzione poco uniforme del sebo o un eccesso di attrito.
Anche i trattamenti chimici ripetuti possono avere un ruolo importante.
Aggiungere semplicemente un prodotto più ricco può quindi migliorare il risultato cosmetico nell’immediato. Non significa però cambiare il motivo per cui quella fibra continua a tornare sempre allo stesso punto.
Ed è proprio qui che spesso inizia il circolo vizioso.
Il capello appare secco, si aggiunge prodotto e il risultato migliora per qualche giorno. Poi ritorna la secchezza e si conclude che il prodotto precedente non fosse abbastanza nutriente.
Così si passa a qualcosa di ancora più ricco, senza aver mai chiarito quale fosse realmente il problema.
Non tutti i capelli ricci sono automaticamente più secchi dei lisci

È importante evitare anche l’estremo opposto.
Ciò che sappiamo sul comportamento delle fibre molto curve non deve diventare una regola valida per ogni persona con capelli ricci.
Non tutti i capelli ricci sono necessariamente più secchi di tutti i capelli lisci.
Una parte importante della ricerca disponibile presenta inoltre un limite storico. Per molti anni gli studi hanno confrontato capelli classificati come africani, caucasici e asiatici.
L’origine della persona veniva quindi utilizzata come sistema principale di classificazione.
Le revisioni più recenti hanno evidenziato i limiti di questo approccio.
Etnia e forma del capello non sono sinonimi. All’interno della stessa popolazione possiamo trovare fibre molto dritte, mosse, ricce oppure estremamente ricce.
Per questo oggi è più corretto ragionare in termini di grado di curvatura della fibra.
In questo modo possiamo distinguere meglio ciò che dipende dalla geometria del capello da ciò che può dipendere da altri fattori biologici o individuali.
Quello che possiamo affermare con maggiore sicurezza è che, aumentando la curvatura, cambiano numerose caratteristiche meccaniche e superficiali della fibra.
Aumenta inoltre la probabilità di incontrare condizioni che percepiamo come maggiore secchezza, attrito, fragilità e difficoltà di gestione.
Come capire perché i tuoi capelli ricci sono secchi
Due persone possono guardarsi allo specchio e pronunciare esattamente la stessa frase:
“I miei ricci sono secchi.”
Dietro quella stessa sensazione possono però esserci situazioni completamente differenti.
Una persona potrebbe avere una fibra fortemente danneggiata da decolorazioni e trattamenti chimici. Un’altra potrebbe avere una superficie relativamente integra ma una distribuzione non uniforme del sebo.
Un’altra ancora potrebbe avere un importante accumulo di prodotti sulle lunghezze. Oppure potrebbe avere contemporaneamente una cute molto sebacea e punte scarsamente lubrificate.
Da fuori il risultato può apparire simile.
Ma se il problema è diverso, anche la risposta dovrebbe esserlo.
È proprio qui che nasce quella sensazione frustrante che molte persone con capelli ricci conoscono bene. Hanno provato tantissime cose, speso soldi in prodotti diversi e continuano a non sapere come saranno i capelli il giorno dopo.
A quel punto si finisce spesso per pensare di avere semplicemente “capelli impossibili”.
Molto spesso, però, non sono i capelli a essere impossibili.
È il metodo utilizzato per interpretarli che è troppo generico.
Prima di chiederti cosa devi comprare, chiediti cosa sta succedendo
Se ogni volta che i tuoi capelli ricci diventano secchi la prima domanda è “che prodotto posso mettere?”, probabilmente stai iniziando il ragionamento dalla fine.
Prima di scegliere uno shampoo, una maschera, un olio oppure un trattamento, bisognerebbe capire cosa sta realmente succedendo.
Qual è la condizione del cuoio capelluto? Come si presenta la fibra? Quali trattamenti ha subito?
Bisogna considerare anche quanta manipolazione sopporta il capello ogni giorno e quali alterazioni possono essersi create nel tempo.
È proprio questo il principio da cui parte il lavoro di Tricoricci.
Non osserviamo il capello soltanto per assegnargli un nome o inserirlo in una categoria. Cerchiamo di comprendere perché si comporta in un determinato modo, partendo dalla cute e arrivando alle lunghezze.
La tricocamera ci permette di osservare il cuoio capelluto in modo molto più dettagliato rispetto a ciò che possiamo vedere a occhio nudo.
La valutazione della fibra, invece, ci aiuta a inserire ciò che la cliente percepisce all’interno di un quadro più completo.
Solo dopo ha senso costruire una routine.
Perché una routine personalizzata non dovrebbe essere una sequenza più lunga di prodotti. Dovrebbe essere una sequenza di scelte che hanno ognuna una ragione precisa.
Il vero obiettivo non è avere più prodotti. È smettere di andare a tentativi
Quando una persona arriva a capire perché i propri capelli si comportano in un certo modo, cambia anche il rapporto che ha con il riccio.
Non deve più inseguire continuamente il prodotto del momento. Non deve modificare completamente la routine perché un giorno i capelli sono usciti diversi da come sperava.
Soprattutto, comincia a comprendere quali variabili stanno realmente modificando il risultato.
Ed è questo che permette di passare dal semplice “provare cose” a prendersi realmente cura dei propri capelli.
Se senti di essere ancora nella fase in cui cambi continuamente prodotto, probabilmente non hai bisogno dell’ennesima maschera scelta per tentativi. Se aggiungi passaggi alla routine e ottieni risultati che durano soltanto qualche giorno, vale la pena capire cosa sta realmente accadendo.
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Attraverso l’osservazione del cuoio capelluto con tricocamera e la valutazione delle caratteristiche della fibra possiamo partire dalla situazione reale dei tuoi capelli.
L’obiettivo è individuare ciò che può contribuire alla secchezza che percepisci e costruire una routine personalizzata, in cui ogni scelta abbia un motivo preciso.
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Domande&Risposte
Perché i capelli ricci tendono a essere più secchi dei capelli lisci?
I capelli ricci tendono più facilmente a essere percepiti come secchi perché la loro geometria rende meno uniforme la distribuzione del sebo lungo il fusto. Aumenta anche l’attrito tra le fibre.
Con l’aumento della curvatura cambiano inoltre alcune caratteristiche meccaniche del capello. Può crescere così la predisposizione a nodi, usura della cuticola e rotture.
La secchezza del riccio non dipende quindi da un unico fattore. Entrano in gioco sebo, lipidi strutturali, acqua, integrità della cuticola e geometria della fibra.
Capello secco e capello disidratato sono la stessa cosa?
No. Un capello secco viene generalmente percepito come ruvido, poco scorrevole, opaco o scarsamente lubrificato.
La disidratazione riguarda invece più propriamente il contenuto e il comportamento dell’acqua all’interno della fibra.
Un capello può quindi sembrare secco senza essere necessariamente povero d’acqua. Può anche assorbire acqua dall’ambiente e continuare comunque ad apparire ruvido o poco morbido.
È possibile avere la cute grassa e le lunghezze secche?
Sì, ed è una situazione molto comune nei capelli ricci.
La quantità di sebo prodotta dal cuoio capelluto e quella che riesce a distribuirsi lungo le lunghezze sono due aspetti differenti.
Le curve e le torsioni della fibra possono rendere meno uniforme questa distribuzione. Per questo una persona può avere una cute molto sebacea ma punte e lunghezze poco lubrificate.
Gli oli idratano i capelli ricci?
Un olio non apporta acqua alla fibra e quindi, in senso stretto, non idrata il capello.
Può però modificarne le proprietà superficiali, aumentare la lubrificazione e ridurre l’attrito. Può anche rendere il capello più morbido e scorrevole al tatto.
Questo può migliorare l’aspetto della fibra, ma non significa necessariamente aver risolto la causa della secchezza.
Perché i capelli ricci diventano crespi con l’umidità?
Il capello è igroscopico e quindi assorbe e cede acqua in funzione dell’umidità ambientale.
Quando l’umidità aumenta, cambia anche il contenuto d’acqua della fibra. Questo può modificarne dimensioni e comportamento.
Nei capelli ricci il risultato può essere una perdita di definizione, un aumento del volume e più crespo. Il fenomeno può accentuarsi quando la cuticola è già alterata o molto permeabile.
Usare una maschera molto ricca risolve i capelli secchi?
Può migliorare temporaneamente morbidezza, scorrevolezza e aspetto della fibra.
Non è detto, però, che risolva il motivo per cui il capello continua a sembrare secco.
Se la causa principale è un danno cuticolare, una distribuzione insufficiente del sebo o un eccesso di attrito, un prodotto più ricco potrebbe agire solo sull’effetto cosmetico.
Il tipo di riccio, per esempio 3A o 3C, permette di capire quanto sarà secco?
Non in modo affidabile.
Le classificazioni del riccio descrivono soprattutto la forma visiva della fibra. Non permettono da sole di conoscere la condizione del cuoio capelluto, il livello di danno o la distribuzione del sebo.
Non ci dicono nemmeno come il capello interagisce con l’acqua.
Due persone con un riccio apparentemente molto simile possono quindi avere esigenze completamente differenti.
Come faccio a capire perché i miei capelli ricci sono secchi?
Bisogna osservare più elementi insieme.
Vanno considerate la condizione del cuoio capelluto, la distribuzione del sebo, i trattamenti chimici, la frequenza di lavaggio e la quantità di manipolazione.
Bisogna inoltre valutare lo stato della fibra e la risposta dei capelli ai prodotti utilizzati.
Per questo non sempre è possibile trovare una risposta semplicemente cambiando shampoo o maschera.
Cosa posso fare se continuo a cambiare prodotti ma i miei ricci restano secchi?
Quando prodotti diversi migliorano il capello solo temporaneamente, può essere utile smettere di ragionare soltanto in termini di “prodotto giusto”.
Bisogna invece cercare di comprendere la causa della secchezza percepita.
Una consulenza tricologica permette di osservare il cuoio capelluto e valutare le caratteristiche della fibra. Da lì è possibile costruire una routine più coerente con la situazione reale dei capelli.